Appunti di viaggio - La cultura liceale
Governo della scuola e riforme di ordinamento

A - Il Governo della scuola

Per una chiara comprensione dei processi coinvolti per la modifica degli ordinamenti nel quadro delle competenze e delle responsabilità di governo del sistema scolastico è indispensabile distinguere tra:

norme generali dell'istruzione: sono definite a livello centrale (cfr Titolo V, art. 117 lettera m), rappresentano il fattore di unitarietà del sistema ed esprimono i caratteri fondanti della scuola; riguardano le norme generali, gli ordinamenti del sistema, i programmi didattici, eventuali modelli nazionali di riferimento per l'organizzazione didattica (ad esempio "il maestro unico/prevalente" nella scuola primaria), le regole per la valutazione degli studenti, con particolare riferimento all'esame di Stato; possono rientrare tra le norme generali le dimensioni minime e massime delle istituzioni scolastiche, i criteri per l'inclusione degli studenti con disabilità e così via. E' importante distinguere nell'azione dell'amministrazione centrale le decisioni relative alle norme generali dagli altri interventi con carattere promozionale;

organizzazione del servizio scolastico sul territorio: la programmazione del servizio sul territorio appartiene alla competenza dei governi regionali che riassumono le proposte degli enti locali e interpretano i bisogni e le domande delle singole realtà; la distribuzione delle scuole sull'area regionale è spesso il frutto di decisioni prese nel tempo e consolidate negli anni; gli interventi di programmazione sono quasi sempre interventi di adeguamento, di miglioramento e di accompagnamento di trasformazione di medio e lungo periodo. Il rispetto della compatibilità con le risorse disponibili, ad oggi definite a livello centrale, e la funzionale distribuzione del servizio richiedono l'adozione di procedure e modalità specifiche;

autonomia didattica, organizzativa e di ricerca della scuola: alle singole scuole compete il raggiungimento degli obiettivi e dei risultati previsti nelle norme generali sia attraverso una opportuna progettazione didattica del piano dell'offerta formativa, sia attraverso una funzionale organizzazione del servizio scolastico, sia con un costante riferimento a standard di opportunità e di risultato con il ricorso a pratiche di autovalutazione;

discrezionalità professionale del docente: la libertà di insegnamento è garantita al docente che sceglie approcci, metodi e tecniche per la migliore preparazione degli studenti. Rientra in questa discrezionalità la valutazione degli studenti nel quadro delle norme generali, nonché, sempre all'interno dei vincoli generali di garanzia generale, la scelta dei libri di testo.

La distinzione è utile per le decisioni che diversi soggetti (docenti, dirigenti scolastici, governi regionali, amministrazione scolastica) devono assumere nella transizione di ordinamento in corso. La sovrapposizione di ruoli senza chiarificazione rischia di accrescere incertezze non motivate, alimentare discussioni senza fine e rallentare il lavoro con discussioni improprie. In particolare occorre prendere atto che è necessario superare e rimuovere le "vecchie" concezioni e prassi che attribuivano all'amministrazione scolastica il ruolo di decisione sulla istituzione e collocazione delle scuole dei singoli indirizzi e, di conseguenza, il relativo regime di autorizzazione.

 

B - Linee di azione

Per la revisione ordinamentale in corso, alla luce di quanto detto, si pongono due ordini di questioni a cui corrispondono/rispondono precise implicazioni operative:

1. procedure per la modifica degli ordinamenti, cioè per il passaggio dall'esistente ordinamento o dall'assetto sperimentale ad un nuovo ordinamento; queste procedure si richiamano alle norme generali dell'istruzione - contenute, in questo caso, nei regolamenti in corso di definizione - e fanno riferimento alle tabelle di confluenza; riguardano sia le scuole statali che le scuole paritarie;

2. procedure per la programmazione e l'organizzazione del sistema scolastico sul territorio. Le singole Regioni sviluppano, in linea con le proprie competenze, la rete scolastica tenendo conto delle modifiche di ordinamento.


C - Sviluppo funzionale della transizione

Per il funzionale sviluppo della revisione degli ordinamenti che tenga conto del ruolo dei diversi soggetti (A) e delle due direzioni di azione (B) le migliori pratiche suggeriscono alcuni possibili orientamenti:

1. L'organizzazione del servizio scolastico sul territorio risponde alla programmazione di competenza regionale per la cui definizione possono essere adottate formule diverse con il fine comunque di garantire la necessaria partecipazione e la opportuna concentrazione; tale programmazione avviene, in genere, per cicli medio-lunghi.

2. L'Ufficio scolastico regionale ha il compito di verificare la compatibilità in relazione alle risorse disponibili delle ipotesi o delle proposte di organizzazione sul territorio del servizio scolastico,  fornisce consulenza e assistenza per la programmazione territoriale e partecipa a tutta l'attività di consultazione e concertazione ai diversi livelli in cui viene articolata.

3. Nella programmazione territoriale può essere utile tener conto anche della distribuzione delle scuole paritarie sempre salvaguardando la libertà di iniziativa nel campo dell'istruzione.

4. Per uno sviluppo funzionale delle attività di programmazione in una delicata e complessa fase di revisione di ordinamento è essenziale il coordinamento temporale tra i diversi attori coinvolti e la coerenza tra le diverse fasi.

5. Le scuole operano all'interno del quadro di ordinamento in vigore e, nella fase di transizione, hanno la funzione essenziale di passaggio da un ordinamento all'altro garantendo, ai singoli studenti, la continuità di percorso e creando le migliori condizioni per l'avvio del nuovo assetto.

6. Le scuole, inoltre, collaborano con proprie proposte all'interno delle procedure di consultazione e di dialogo in vista della programmazione territoriale sia a livello provinciale sia a livello regionale.

7. Per l'erogazione del servizio scolastico la collaborazione delle scuole con gli enti locali è indispensabile soprattutto per l'organizzazione dei servizi logistici e funzionali oltre che per tutti gli aspetti che riguardano le strutture edilizie.

8. I dirigenti scolastici sono responsabili delle strutture di erogazione del servizio così come sono distribuite sul territorio nella programmazione regionale e secondo gli ordinamenti definiti nelle norme generali dell'istruzione.