Appunti di viaggio - La cultura liceale
Caratteri generali dei nuovi quadri orari

5/2/2010 - Alla luce delle osservazioni relative ai quadri orari contenute nei pareri espressi dal CNPI e dalle Commissioni parlamentari, e facendo tesoro ad un tempo di un ricco dibattito sviluppatosi negli ultimi mesi, sia nel corso dei seminari dedicati ai diversi percorsi liceali, sia in rete, nel forum aperto appositamente sul sito http://nuovilicei.indire.it, il Governo ha provveduto a riformulare complessivamente il prospetto dei curricoli, perseguendo il doppio obiettivo da un lato di realizzare una maggiore congruenza fra quadri orari e profili in uscita, dall’altro di rendere effettiva e visibile l’unitarietà di impianto che, di là dalle differenze dei singoli percorsi, caratterizza la loro natura di licei. In questa prospettiva, si sono tenuti presenti tre criteri guida, che hanno orientato e reso coerente il lavoro di revisione.

1. Primo criterio: i “pilastri”

Una osservazione critica avanzata da più parti, che si è ritenuto di dover accogliere, riguardava il difetto di corrispondenza fra la funzione di completamento del percorso dell’obbligo d’istruzione, assegnata al primo biennio, e un quadro orario che non in tutti i percorsi assicurava la continuità disciplinare, relativamente ai quattro assi culturali su cui il DM 139/2008 configura il sistema delle competenze essenziali in uscita dall’obbligo, in particolare per l’asse scientifico.  Alla decisione di inserire di conseguenza le scienze naturali anche nei bienni dove non erano previste, si è accompagnata una riflessione più generale sull’opportunità di fondare il sistema dei licei su  alcuni “pilastri”, presenti in ogni percorso, che assicurassero un denominatore identitario comune, un’anima, per così dire, all’istruzione liceale italiana. Si è dunque deciso di far ruotare i caratteri specifici di ciascun curricolo intorno alla presenza comunque significativa, in termini di monte ore, di tre materie chiave: l’italiano, la lingua straniera, la matematica, avendo cura di garantire in tutti i quinquenni l’insegnamento delle scienze e/o della fisica e della storia dell’arte. Il sistema cessa così di essere “a canne d’organo”.

2. Secondo criterio: la “consistenza” oraria

Si è cercato il più possibile di evitare la frantumazione del quadro orario, procedendo ad accorpamenti disciplinari nuovi (storia e geografia, scienze naturali) ed evitando in ogni caso (fatto salvo che per la religione cattolica) materie a 33 ore. Ciò limita lo “spezzatino” delle materie e rende maggiormente praticabile l’esercizio dell’autonomia scolastica (le quote del 20% e 30% a disposizione delle istituzioni scolastiche).

3. Terzo criterio: la “caratterizzazione”

Nella costruzione dei quadri ci si è posti l’obiettivo di caratterizzare con forza gli indirizzi. Il che significa, in concreto, che le materie tipiche non sono mai sotto la soglia delle 99 ore. Il senso di questo criterio è autoevidente. La pluralità dell’offerta è infatti realmente tale se la scelta da parte delle famiglie e degli studenti può orientarsi su un menu curricolare in grado di garantire effettivamente ciò che si promette nella denominazione di questo o quel liceo. Ciò ha significato, in alcuni casi, intervenire sulla prima versione dei quadri, là dove questi sembravano diluire la specificità dell’indirizzo, optando per una più netta accentuazione della sua identità, propria e tipica.

4. Il nodo delle “opzioni”

Le opzioni previste per i licei scientifico e delle scienze umane sono a tutti gli effetti delle articolazioni del sistema dei licei. Di contro all’ambiguità del testo in prima lettura, infatti, nel nuovo testo del decreto risulta chiaro che esse rientrano a pieno titolo nella programmazione regionale dell’offerta e non sono oggetto di scelta delle scuole.
    
Alcune scelte

1. Storia e geografia
Particolarmente discussa è stata, in questi giorni, la supposta abolizione della geografia. Non è così. In primo luogo, occorre considerare che la geografia fisica e politica è oggetto di studio nel primo ciclo dell’istruzione, i cui risultati di apprendimento, molto ambiziosi, dovrebbero rendere lo studente, all’ingresso dei licei, in possesso delle competenze di base. In secondo luogo, l’accorpamento a storia al biennio consente di rafforzare alcuni concetti di base (per fare un esempio, la migrazione, il popolamento, la globalizzazione). Soprattutto, nelle indicazioni nazionali sugli obiettivi specifici di apprendimento, le coordinate della storia e della geografia saranno intrecciate, proprio per consentire allo studente di unire le coordinate di spazio e di tempo e di leggere più agevolmente le “mappe” del mondo contemporaneo. Anziché uccidere la geografia, la scelta è stata quella di farla uscire dal ghetto.

2. Scienze naturali
L’insegnamento di scienze naturali contempla chimica, biologia, scienze della terra. Abbiamo evitato lo spezzettamento delle ore per consentire ai docenti un uso dell’orario che consenta di raggiungere i risultati di apprendimento. Non si può perseguire il sogno del “piccolo chimico” o del “piccolo biologo”, ma puntare decisamente sull’acquisizione delle conoscenze e delle competenze di base utili al proseguimento degli studi. Non è con più ore che si risolve il problema della debolezza in questo settore mostrata dai test OCSE/PISA, ma garantendo la continuità didattica col primo ciclo dell’istruzione; consentendo al docente la necessaria flessibilità di gestione delle ore; puntando decisamente sulla formazione in servizio degli insegnanti, come dimostra il successo del progetto “lauree scientifiche”. Il problema dell’insegnamento della disciplina dovrà essere affrontato in tre tappe: la prima, consentire alle istituzioni scolastiche di puntare sulle competenze effettive presenti nel corpo docente; la seconda, investire sul progressivo allineamento, dove necessario, delle competenze nelle tre discipline; la terza, attraverso le nuove lauree magistrali per l’insegnamento delle scienze naturali. Da questo punto di vista, i laboratori non devono essere un ghetto, ma una modalità di didattica da garantire, come avviene in tutta Europa, attraverso le capacità del docente.

3. Il profilo dello studente liceale
Il profilo comune ai percorsi liceali e il profilo specifico di ciascun liceo sono stati riscritti con la collaborazione di alcuni grandi “nomi” dell’accademia italiana: il prof. Giorgio Chiosso (pedagogia); il professor Luca Serianni (storia della lingua), il prof. Sergio Belardinelli (sociologia dei processi culturali); il prof. Stefano Zamagni (economia); il prof. Nicola Vittorio (coordinatore del progetto lauree scientifiche) che hanno collaborato con la Cabina di regia e il gruppo di lavoro sui licei musicali e coreutici e sul CLIL.
La riscrittura è stata improntata alla chiarezza e all’essenzialità dei profili, nell’intento di fornire la massima trasparenza dei risultati attesi dall’istruzione liceale.

Le modifiche, liceo per liceo

1. Liceo artistico
Rispetto all’impianto originale, si è deciso di “spacchettare” gli originali tre indirizzi che raggruppavano diversi gruppi in sei indirizzi, per facilitare la confluenza degli istituti d’arte (che comunque potranno scegliere di confluire anche nell’istruzione professionale); per presentare un quadro chiaro alle famiglie; per meglio caratterizzare ciascun indirizzo.
I quadri orari sono stati rivisitati, per dare un maggior peso alle discipline di indirizzo e per mantenere alcune specificità dell’area liceale, introducendo ad esempio la fisica nell’indirizzo delle arti figurative; per inserire le scienze naturali al primo biennio; per riconoscere, in alcuni indirizzi, la specificità dell’insegnamento di chimica dei materiali.

2. Liceo Classico
L’esigenza, in questo caso, era duplice: da un lato introdurre le scienze naturali sin dal primo biennio, in modo da garantire l’assolvimento dell’obbligo e da facilitare l’apprendimento in discipline che favoriscono lo sbocco nelle facoltà scientifiche (soprattutto medicina) che costituiscono uno degli sbocchi essenziali di chi frequenta questo percorso. Nel contempo, si è potenziato l’insegnamento della lingua straniera lungo l’arco dei 5 anni. Il tutto senza toccare il latino e il greco, materie caratterizzanti del percorso.

3. Liceo Linguistico
Nel caso del liceo linguistico si è scelto di puntare sulle tre lingue straniere, il cui apprendimento inizia dal primo anno di corso. Il latino è stato mantenuto ed è allo studio un programma specifico che aiuti l’apprendimento delle lingue straniere.

4. Liceo Musicale e Coreutico
Per quanto riguarda la sezione coreutica, si è scelto di potenziare la storia della musica e, al primo anno, la materia “esecuzione e interpretazione” (lo strumento musicale).
Per la sezione coreutica, è stata introdotta la storia della musica

5. Liceo scientifico
La rivisitazione del percorso del liceo scientifico ha portato a un migliore equilibrio tra materie umanistiche e scientifiche. In particolare, la fisica inizia sin dal primo anno di corso e sono state potenziate le scienze naturali
L’opzione di scienze applicate raccoglie l’eredità del liceo sperimentale scientifico-tecnologico.

6. Liceo delle scienze umane
Il quadro orario è stato ampiamente rivisitato, per dare una migliore caratterizzazione. Sono state reintrodotte le scienze umane al primo biennio e sono state potenziate le ore al triennio, è stato aggiunta, sempre al primo biennio, la disciplina Diritto ed economia.
L’opzione economico-sociale è stata rivisitata, in vista dei possibili sbocchi, per dare maggior peso alla disciplina diritto ed economia politica, caratterizzante del percorso; sono state potenziate la matematica e le due lingue straniere.
 

Rendiamo qui disponibili i documenti definitivamente approvati del nuovo Regolamento:

/licei_regolamento_def.pdf Regolamento
/licei_profili_def.pdf Profili
/licei_quadri_def.pdf Quadri orari
/licei_tabella_def.pdf Tabella confluenza
/licei_corrispondenze_def.pdf Corrispondenze titoli di studio
/licei_insegn_agg_def.pdf Insegnamenti aggiuntivi