Indicazioni navigabili per liceo

Scienze naturali - CLASSICO, LINGUISTICO, SCIENZE UMANE

PROFILO GENERALE E COMPETENZE

Al termine del percorso liceale lo studente dovrà possedere le conoscenze disciplinari e le metodologie tipiche delle scienze della natura, in particolare delle scienze della Terra, della chimica e della biologia. Queste diverse aree disciplinari sono caratterizzate da concetti e da metodi di indagine propri, ma si basano tutte sulla stessa strategia dell’indagine scientifica che fa riferimento anche alla dimensione di «osservazione e sperimentazione». L’acquisizione di questo metodo, secondo le particolari declinazioni che esso ha nei vari ambiti, unitamente al possesso dei contenuti disciplinari fondamentali, costituisce l’aspetto formativo e orientativo dell’ apprendimento/ insegnamento delle scienze. Questo è il contributo specifico che il sapere scientifico può dare all’acquisizione di “strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà”.
In tale contesto riveste un’importanza fondamentale la dimensione sperimentale, dimensione costitutiva di tali discipline e come tale da tenere sempre presente. Il laboratorio è uno dei momenti più significativi in cui essa si esprime, in quanto circostanza privilegiata del “fare scienza” attraverso l’organizzazione e l’esecuzione di attività sperimentali, che possono comunque utilmente svolgersi anche in classe o sul campo. Si individuerà quindi un nucleo di attività particolarmente significative da svolgersi lungo l’arco dell’anno, come esemplificazione del metodo proprio delle discipline. Il laboratorio rimane comunque un aspetto irrinunciabile della formazione scientifica e una guida per tutto il percorso formativo, anche quando non siano possibili attività sperimentali in senso stretto.
Le tappe di un percorso di apprendimento delle scienze non seguono una logica lineare, ma piuttosto ricorsiva. Così, a livello liceale, accanto a temi e argomenti nuovi si possono approfondire concetti già acquisiti negli anni precedenti, introducendo nuove chiavi interpretative. In termini metodologici, da un approccio iniziale di tipo prevalentemente fenomenologico e descrittivo si può passare a un approccio che ponga l’attenzione sulle leggi, sui modelli, sulla formalizzazione, sulle relazioni tra i vari fattori di uno stesso fenomeno e tra fenomeni differenti. Al termine del percorso lo studente saprà perciò effettuare connessioni logiche, riconoscere o stabilire relazioni, classificare, formulare ipotesi in base ai dati forniti, trarre conclusioni basate sui risultati ottenuti e sulle ipotesi verificate, risolvere situazioni problematiche utilizzando linguaggi specifici, applicare le conoscenze acquisite a situazioni della vita reale, anche per porsi in modo critico e consapevole di fronte ai temi di carattere scientifico e tecnologico della società attuale.
L’apprendimento disciplinare segue quindi una scansione ispirata a criteri di gradualità, di ricorsività, di connessione tra i vari temi e argomenti trattati, di sinergia tra le discipline che formano il corso di scienze le quali, pur nel pieno rispetto della loro specificità, sono sviluppate in modo armonico e coordinato. Si cercherà il raccordo anche con gli altri ambiti disciplinari, in particolare con fisica e matematica. La scansione indicata corrisponde allo sviluppo storico e concettuale delle singole discipline, sia in senso temporale, sia per i nessi con tutta la realtà culturale, sociale, economica e tecnologica dei periodi in cui esse si sono sviluppate. Tali nessi andranno opportunamente evidenziati, attraverso la sottolineatura delle reciproche influenze tra i vari ambiti del pensiero e della cultura.
Approfondimenti di carattere disciplinare e multidisciplinare, scientifico e tecnologico, avranno anche valore orientativo al proseguimento degli studi. In questo contesto è auspicabile coinvolgere soprattutto gli studenti degli ultimi due anni, trovare un raccordo con gli insegnamenti di matematica, fisica, storia e filosofia, e aprire, ove possibile,  collaborazioni con università, enti di ricerca, musei della scienza e mondo del lavoro.

Prosegui con la lettura degli "Obiettivi specifici di apprendimento" nel documento completo:

/SCIENZE NATURALI_classico, linguistico, scienze umane.pdf SCIENZE NATURALI_classico, linguistico, scienze umane

COMMENTI


Pagine:  [1] 2 3 4 5 6 7 8 9  »

1 - michele.borrielli

da http://www.didichim.org/download/Insegnamento%20chimica%20nei%20Licei.pdf ---- INSEGNAMENTO DELLA CHIMICA NELLE SCIENZE NATURALI NEI NUOVI LICEI --- L’integrazione fra le scienze è di certo un avanzamento del processo formativo. Oggi imparare (ed insegnare) Scienze vuol dire sviluppare un processo educativo e formativo su tematiche ampiamente interdisciplinari (quali energia, ambiente, salute, alimenti, beni culturali). Questa visione non è in discussione, ma rischia, se totale, di sacrificare alcuni concetti di base che proprio per il loro carattere elementare sostengono, come gambe di un tavolo, la struttura integrata. In tale logica alcuni argomenti di chimica devono essere presi in considerazione nel processo formativo (legame chimico, equilibrio, caratteri e proprietà) e quindi garantiti da una specificità didattica le cui forme attuative possono essere discusse, anche in relazione alle differenti situazioni e tipi di scuola. Per questo motivo proponiamo che l’insegnamento “Scienze Naturali”, previsto nel riassetto dei Licei venga affidato sia ad abilitati della classe A013 sia a quelli della classe A060, in una situazione analoga a quella di precedenti “classi atipiche”, valorizzando le specifiche competenze di ciascun insegnante. Tale specificità potrà essere garantita attraverso un’articolazione dei chimici all’interno della “classe atipica” nella quale entrambe le classi di concorso siano rappresentate secondo ragioni di opportunità didattica. SOCIETA’ CHIMICA ITALIANA - CONSIGLIO NAZIONALE DEI CHIMICI - A.I.C. - ASSOCIAZIONE INSEGNANTI CHIMICI - GRUPPO INSEGNANTI DI CHIMICA - COORDINAMENTO DOCENTI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE
commento del 23 Mar 2010, alle ore 18 24
2 - michele.borrielli

il dott. Bruschi nel suo blog (21 marzo 20:27) scrive: "molti aspetti potranno essere risolti attraverso le nuove lauree magistrali. E’ la fase di passaggio che mi preoccupa!": ha perfettamente ragione ad essere preoccupato: la fase di passaggio tra la situazione attuale (leggasi docenti in possesso delle attuali lauree) e quella futura (leggasi docenti in possesso delle future lauree magistrali) nella maggior parte dei casi durerà 20-25 anni [tanti infatti ne occorreranno affinchè i nuovi laureati magistrali siano presenti nella scuola secondaria di secondo grado in numero significativo]. L’errore che ha portato alla scelta dell’insegnamento “scienze naturali” nei Licei, a fronte della differenziazione delle scienze integrate negli istituti tecnici e professionali [nei quali la chimica è e sarà insegnata dal docente laureato in chimica della attuale classe di concorso A013-futura A-33, la fisica dal docente fisico della attuale A038 (futura a-19) e le scienze della terra e biologia, sono e saranno affidate al docente laureato in scienze naturali e biologiche della attuale A060-futura A-46], l’errore, purtroppo è stato proprio non considerare questo aspetto fondamentale: i docenti laureati attuali nelle discipline scientifiche sono caratterizzati da un percorso accademico fondamentalmente monodisciplinare. Nei Licei mi sembra si sia scelto di non modificare lo status quo, per il quale i docenti laureati in chimica della attuale A013-futura A-33 rischiano di non poter insegnare nei licei la disciplina in cui si sono laureati, se si sceglierà di tenerli ancora fuori dai licei, riservando l’ingresso all’insegnamento della chimica nei licei ai soli docenti laureati in scienze naturali o biologiche. Mi auguro, per il bene del Paese, che chi ha sbagliato abbia la forza e la possibilità di prendere atto dell’errore e che possa e riesca a rimediare. Un Liceo (scientifico, classico…) senza docenti laureati in chimica sarà sicuramente un liceo più povero, a cui si addicono indicazioni nazionali povere come quelle prposte in particolare nel biennio iniziale, che per troppi aspetti per la chimica, a mio parere non vanno molto oltre un livello da scuola media (chiarisco che nella scuola media, anni fa, ci ho insegnato, e sono in possesso dell'abilitazione all'insegnamento di scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali nella scuola media). Saluti. Michele Borrielli
commento del 24 Mar 2010, alle ore 06 05
3 - michele.borrielli

per meglio chiarire quanto rilevato nella parte finale mio precedente intervento, si confronti quanto proposto dalle bozze di indicazioni nazionali per la chimica per il biennio iniziale con i programmi di Scienze della scuola media.
commento del 24 Mar 2010, alle ore 06 12
4 - Max Bruschi

Caro Borrielli, a scanso di equivoci, la invito a rileggere la "netiquette" di questo dibattito, dedicato solo e squisitamente alle indicazioni nazionali. Non ci saranno dunque risposte sulle classi di concorso, e i relativi post (specie se copia e incollati)potrebbero essere bannati. Non c'è alcuna volontà censoria in questo, ma il rispetto per le regole fissate per il forum.
commento del 24 Mar 2010, alle ore 10 38
5 - rosalba.marveggio

Insegno scienze naturali in un liceo sociopsicopedagogico (ex magistrale) da oltre 25 anni e ritengo un buon punto di partenza quanto previsto nella bozza, anche se proporrei alcune modifiche, in particolare sul biennio. Per quanto riguarda gli argomenti di chimica previsti nel primo anno, sposterei al secondo biennio l'aspetto quantitativo (mole, leggi della chimica) e anticiparei invece lo studio della nomenclatura, almeno riguardo alle principali classi di composti, favorendo così i collegamenti con le Scienze della Terra (minerali e rocce). Per la biologia condivido la scelta di puntare l'attenzione sull'aspetto osservativo (cellula e varietà dei viventi), continuando poi con l'origine e l'evoluzione degli esseri viventi che permette di completare anche lo studio della Terra come pianeta in evoluzione (non mi soffermerei invece sulla genetica mendeliana, che ritengo utile spostare al quinto anno per i sui legami con la genetica moderna e la biochimica); lo studio dei rapporti viventi-ambiente come previsto può infine permettere agganci con problemi di grande attualità.
commento del 24 Mar 2010, alle ore 14 44