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Storia dell'arte - CLASSICO, LINGUISTICO, SCIENZE UMANE, SCIENZE UMANE opz. economico-sociale
PROFILO GENERALE E COMPETENZE

Al termine del percorso liceale lo studente dovrà avere una chiara comprensione del rapporto  tra le opere d’arte e la situazione storica in cui sono state prodotte, quindi dei molteplici legami con la letteratura, il pensiero filosofico e scientifico, la politica, la religione.
Attraverso la lettura delle opere pittoriche, scultoree, architettoniche, dovrà inoltre avere acquisito confidenza con i linguaggi specifici delle diverse espressioni artistiche  ed essere capace di coglierne e apprezzarne  i valori estetici.  Più in particolare, lo studente dovrà essere in grado di inquadrare correttamente gli artisti e le opere studiate nel loro contesto storico-cronologico; di leggere le opere utilizzando un metodo e una terminologia appropriati; di riconoscere e spiegare gli aspetti iconografici e simbolici, i caratteri stilistici, le funzioni, i materiali  e le tecniche utilizzate.  
Fin dal primo anno è necessario chiarire che esistono molti modi di osservare un’opera d’arte e fornire agli studenti gli elementi essenziali di conoscenza dei principali metodi storiografici, sottolineando che un’opera d’arte non è solo un insieme di valori formali e simbolici, né il frutto di una generica attività creativa, ma comporta anche una specifica competenza tecnica.
Inoltre  è importante  che in una lezione, ad esempio, sull’Anfiteatro Flavio o sul “Giudizio” della Sistina trovino posto anche delle considerazioni sulle modifiche subite, sullo stato di conservazione, sulle problematiche del restauro.  
Lo studente infine dovrà essere consapevole del grande valore culturale del patrimonio archeologico, architettonico e artistico del nostro paese e conoscere per gli aspetti essenziali le questioni relative alla tutela, alla conservazione e al restauro. 

Prosegui con la lettura degli "Obiettivi specifici di apprendimento" nel documento completo:

/STORIA DELLARTE.pdf STORIA DELL'ARTE

COMMENTI


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1 - Redazione

Gentilissimi, siamo lieti di rilevare che la partecipazione al dibattito è anche questa volta animata. La moderazione, come in qualsiasi sito web che implichi la possibilità di commento, è necessaria perché il confronto rimanga nell'ambito dei contenuti proposti e sia tutelato uno spirito di serena condivisione dei differenti punti di vista. A questo fine intendiamo evitare di operare con la pur lecita operazione di editing nel caso dei commenti fuori tema (per esempio quelli riguardanti le classi di concorso), ma si ribadisce che gli esperti che interverranno nel dibattito potranno valutare di non prenderli in considerazione nelle loro risposte. Preghiamo tutti di autoregolamentarsi nell'utilizzo di questo strumento. Sia chiaro: non si vuol negare la legittimità di opinioni su altre questioni pur pertinenti alla scuola e alla dimensione professionale dell'insegnamento, bensì assicurare che sia preservato il focus del dibattito sulle Indicazioni nazionali, nei documenti che vi sono offerti in valutazione, per raccogliere proposte e considerazioni. La redazione ringrazia tutti per la disponibilità che sarà di certo accordata a questa nostra richiesta, affinché il nostro lavoro e la vostra partecipazione siano sempre più produttivi e conseguentemente sereni. Cordiali saluti.
commento del 25 Mar 2010, alle ore 15 38
2 - mariella.petrini

Nella profonda consapevolezza che la pedagogica e la didattica dell'arte rivesta un ruolo importante per l'educazione delle emozioni e degli affetti del bambino/a, e come libera espressione sviluppi la creatività delle idee e delle esperienze delle giovani generazioni con la varietà dei mezzi di comunicazione che essa ricopre, come docente di arte della scuola secondaria di secondo grado, dopo aver rilevato con profondo rammarico che i nuovi piani orario elaborati dal Ministero della Pubblica Istruzione ne prevedono un pesante ridimensionamento, inserendo solo "storia dell'arte", tanto da eliminarla come materie nell'unico indirizo dove era stata marginata, negli ex Istituti Magistrali, oggi "Scienze Umane", chiederei che si attuino iniziative utili per avvicinare concretamente i bambini/e a partire dalla scuola dell'infanzia e della scuola primaria alle arti pratiche, con docenti didatticamente specializzati. Mariella Petrini
commento del 26 Mar 2010, alle ore 15 35
3 - concetta.suarato1

Mi rattrista profondamente il modo in cui è stata trattata la storia dell'arte nell'intera "riforma" delle scuole superiori. Insegno "Storia dell'arte e del costume" in un professionale ad indirizzo Abbigliamento e moda: le 12 ore (4 settimanali in ogni classe, più che in ogni altro tipo di scuola!)scompariranno del tutto! Come scompariranno dall'indirizzo "ricevimento" dell'alberghiero. Che valore può avere inserire la storia dell'arte dal primo anno nel liceo musicale e coreutico e non nel liceo classico? Personalmente, con tutto il rispetto per chi si è occupato della riforma, credo che fra loro non ci sia stato neanche un docente di storia dell'arte! E per un Paese come il nostro, relegare questa materia quasi alla stregua di educazione fisica, sempre con tutto il rispetto per la materia, mi sembra veramente deplorevole
commento del 26 Mar 2010, alle ore 19 52
4 - rosario.imbrogno

Ritengo inconcepibile che un futuro stilista o figurinista non abbia conoscenze di Storia della moda e del costume. Che senso ha mettere nell'istituto tecnico - settore tecnologico - indirizzo sistema moda insegnamenti come: - ideazione, progettazione e industrializzazione dei prodotti moda - tecnologie dei materiali e dei processi produttivi e organizzativi della moda - economia e marketing delle aziende di moda se poi in cinque anni non c'è neppure un'ora di Storia della moda e del costume? Così proprio non va!!! Sono curioso di vedere le
commento del 26 Mar 2010, alle ore 21 12
5 - maurizio.ruggiero

Condivido pienamente il punto di vista dei colleghi e non solo per difendere il nostro sacrosanto diritto al lavoro, sancito dalla costituzione! Non si venga a dire che difendiamo interessi corporativa noi difendiamo il futuro dell'Italia dove in una vera idea di scuola e di società ci deve essere grande spazio per l'educazione ai sentimenti e alla bellezza. Una disciplina come la storia dell'arte non andava così ridimensionata soprattutto in Italia. Didattica e ricerca, scuola e università dovevano sposarsi per dare a noi insegnanti e ai giovani ricercatori la possibiltà di un interscambio: sarebbe stato molto utile istituire, non solo per noi insegnanti di storia dell'arte, una giornata di studio settimanale con importanti esponenti anche giovani della ricerca universitaria,che ci avrebbe accompagnato per tutta la carriera. Così si migliorava veramente la scuola. Invece si parla di soldi, soldi e soldi, tagliare gli stipendi e i precari per aumentare lo stipendio a chi rimane...Chi fa scuola veramente dà l'anima e non pensa allo stipendio!
commento del 26 Mar 2010, alle ore 21 59