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Lingua e letteratura italiana - profilo unico

PROFILO GENERALE E COMPETENZE

Lingua
Al termine del percorso liceale lo studente dovrà padroneggiare la lingua italiana nell'insieme delle sue strutture, da quelle elementari (ortografia, interpunzione e morfologia) a quelle più avanzate (sintassi complessa, lessico astratto, letterario e specialistico), muovendosi con sicurezza sul piano della comunicazione orale e scritta, e dovrà avere capacità di riflessione metalinguistica sui tradizionali livelli di analisi (grammaticale, logico-sintattico, lessicale-semantico). Nella produzione personale dovrà saper variare l'uso della lingua a seconda dei diversi contesti e scopi comunicativi, compiendo anche le adeguate scelte retoriche e pragmatiche, e ampliando contestualmente il proprio lessico. Nello specifico, lo studente dovrà essere in grado di riassumere un testo dato, cogliendone i tratti informativi salienti; di rielaborare in forma personale le conoscenze acquisite; di organizzare e motivare un ragionamento, per sostenere una tesi o per ricostruire, a grandi tratti, un fenomeno storico o culturale. Dovrà infine aver raggiunto una complessiva coscienza della storicità della lingua italiana e conoscere le linee essenziali del suo sviluppo nel tempo e i suoi connotati sociolinguistici (registri dell'italiano contemporaneo, diversità tra scritto e parlato, rapporto con i dialetti).

Letteratura
Nel corso del quinquennio lo studente dovrà prima di tutto acquisire familiarità con la letteratura, raggiungendo consapevolezza del valore in sé rappresentato da una lettura che risponda a un'autonoma curiosità intellettuale. Dovrà inoltre concentrarsi sul profilo storico della letteratura italiana, dalle Origini ai giorni nostri, fondandosi il più possibile sulla lettura diretta di opere (o porzioni significative di opere), anche attraverso una sufficiente informazione linguistica sulle caratteristiche dell'italiano antico, l'epoca alla quale appartengono alcuni dei massimi autori, tra i quali Dante. All'Alighieri va dedicato uno spazio che sia adeguato da un lato al valore artistico e alla complessità della Commedia, dall'altro al suo straordinario significato, anche in termini identitari, per la cultura italiana di tutti i tempi. L’insegnante valuterà di volta in volta il percorso didattico più adeguato al tipo di liceo e alla singola classe e anche più rispondente alla propria idea di letteratura, ma appare opportuno suggerire che l'attenzione si soffermi sui testi più significativi, che vanno prima di tutto letti e compresi, tralasciando ogni tentazione di enciclopedismo. Lo studente dovrà essere in grado di leggere, interpretare e commentare testi in prosa e in versi, di volta in volta attraverso gli strumenti dell'analisi linguistica, stilistica, retorica; dovrà riconoscere la specificità del fenomeno letterario, apprezzandone da un lato il valore estetico, dall’altro la capacità di rappresentare, nelle forme simboliche che gli sono proprie, i più vari contenuti dell’esistenza umana, da un profilo antropologico, psicologico, ideologico. Dovrà anche cogliere il rilievo delle opere più significative nella storia della tradizione letteraria attraverso la loro fortuna. L'auspicabile attenzione alla variantistica, applicata selettivamente ad alcuni casi particolarmente significativi, gli consentirà inoltre di riconoscere come il testo letterario sia di norma il risultato ultimo di un processo creativo. Nel panorama della letteratura italiana si rileverà la presenza anche dell’estesa produzione in latino e della tradizione dialettale. Non mancheranno i richiami allo sviluppo parallelo delle arti visive e musicali, della drammaturgia e del cinema, l’attenzione al contestuale dibattito culturale e i confronti con le principali letterature straniere. In ciascun anno del quinquennio è bene prevedere la lettura personale di opere fondamentali della letteratura straniera in traduzione italiana o, in collaborazione con l’insegnante di lingua, nella lingua o nelle lingue straniere studiate.

Prosegui con la lettura degli "Obiettivi specifici di apprendimento" nel documento completo:

/LINGUA E LETTERATURA ITALIANA_prof.unico.pdf LINGUA E LETTERATURA ITALIANA_prof.unico

COMMENTI


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1 - antonio.giardina

Per quanto riguarda l'insegnamento di Lingua e letteratura italiana nel secondo biennio e nel quinto anno, suggerirei di "individualizzare" gli obiettivi specifici di apprendimento nei diversi percorsi liceali. Ciò potrebbe consentire, a mio parere, da una parte di dare un senso maggiore a discipline che, pur fondanti, vengono interrotte alla fine del primo biennio (cfr. per es. latino nel liceo linguistico), dall'altra di compiere il percorso di studi con il "taglio" più adatto all'indirizzo di riferimento. Mi ripropongo di lasciare qualche contributo più specifico nella sezione "Liceo linguistico". Cordiali saluti.
commento del 23 Mar 2010, alle ore 23 44
2 - Max Bruschi

Posti pure qui, segnalando magari la peculiarità del "linguistico". L'idea era di lasciare le "piegature" alle scuole e agli insegnanti, per dare invece un curriculum di base "unico". L'individualizzazione è stata scartata proprio per questo motivo. Ogni studente liceale esce da qualsiasi percorso avendo raggiunto "almeno" gli obiettivi previsti dal profilo e dagli osa (il che facilita anche le verifiche). Poi, autonomie scolastiche e insegnanti lo tragliano "su misura".
commento del 24 Mar 2010, alle ore 08 13
3 - Stefano Verziaggi

Due osservazioni o perplessità in relazione alla mia esperienza didattica. 1) Credo di dedicare molto tempo a Dante, eppure non credo di essere riuscito, nel triennio, a leggere così tanti canti della Commedia; come fare? 2) Oltre alla lettura di opere della letteratura straniera, al biennio non sarebbe bene considerare anche quelle della letteratura italiana?
commento del 24 Mar 2010, alle ore 12 47
4 - Franca Gusmini

Se gli studenti, alla fine anche solo del primo biennio, raggiungessero gli obiettivi indicati, sarebbero già bell'e pronti per la docenza universitaria. E se il docente, alla fine del primo biennio, facesse raggiungere agli studenti gli obiettivi indicati, avendo a disposizione meno ore di lezione e più studenti in classe e sempre meno scolarizzati, sarebbe simile a un dio. Per non parlare degli obiettivi sul quinquennio: studenti e docenti sarebbero superiori a un dio, di certo al ministro e a molti suoi collaboratori. Con rispetto parlando, s'intende.
commento del 24 Mar 2010, alle ore 16 36
5 - Max Bruschi

@Verziaggi: Sul primo quesito, non ho risposte pronte: l'indicazione sul numero di Canti l'abbiamo confrontata con alcuni insegnanti che ci hanno dichiarato la fattibilità. Sul secondo quesito, come avrà notato, negli OSA per il primo biennio è espressamente previsto, oltre ai Promessi sposi, una apertira alla letteratura classica, seppure in traduzione. Mentre, per quanto riguarda l'acquisizione degli strumenti metodologici, ogni insegnante può itilizzare i testi che meglio ritiene adatti. Le letterature straniere non sono previste espressamente nel primo biennio, ma accompagnano lo studio della letteratura italiana lungo l'intero percorso.
commento del 24 Mar 2010, alle ore 18 03