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Filosofia - profilo unico

PROFILO GENERALE E COMPETENZE

Al termine del percorso liceale lo studente dovrà essere consapevole del significato della riflessione filosofica come modalità specifica e fondamentale della ragione umana che, in epoche diverse e in diverse tradizioni culturali, ripropone costantemente la domanda sulla conoscenza, sull’esistenza dell’uomo e sul senso dell’essere e dell’esistere; dovrà inoltre acquisire una conoscenza il più possibile organica dei punti nodali dello sviluppo storico del pensiero occidentale, cogliendo di ogni autore o tema trattato sia il legame col contesto storico-culturale, sia la portata potenzialmente universalistica che ogni filosofia possiede.
A tale scopo sarà necessario inserire ogni autore in un quadro sistematico, leggendone direttamente i testi, anche se solo in parte, in modo da comprenderne volta a volta i problemi e valutarne criticamente le soluzioni.
La conoscenza degli autori e dei problemi filosofici fondamentali dovrà aiutare lo studente a sviluppare la riflessione personale, l’attitudine all’approfondimento e la capacità di giudizio critico; particolare cura dovrà essere dedicata alla discussione razionale, alla capacità di argomentare  una tesi, riconoscendo la diversità dei metodi con cui la ragione giunge a conoscere il reale, e all’importanza del dialogo interpersonale.
Lo studio dei diversi autori e la lettura diretta dei loro testi dovranno essere focalizzati sui seguenti problemi fondamentali: l’ontologia, l’etica e la questione della felicità, il rapporto tra la filosofia greca e le tradizioni posteriori, in primo luogo religiose, la scienza moderna e la filosofia, il problema della conoscenza, il senso della bellezza, la libertà e il potere nel pensiero politico, nodo quest’ultimo che si collega allo sviluppo delle competenze relative a Cittadinanza e Costituzione.
Lo studente dovrà essere in grado di contestualizzare le questioni filosofiche e i diversi campi conoscitivi, di comprendere le radici concettuali e filosofiche delle principali correnti e dei principali problemi della cultura contemporanea, di individuare i nessi tra la filosofia e le altre discipline.

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COMMENTI


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1 - mauro.vallone

Ringrazio chi ci da l'opportunità di commen tare i profili delle singole discipline. Spero vivamente che la riforma sia utile per le future generazioni, perchè ad una prima lettura del profilo del percorso di Filosofia sembra di assistere ad una drastica riduzione dei contenuti disciplinari.
commento del 24 Mar 2010, alle ore 20 29
2 - gennaro.lubranodidiego

Sono un insegnante di un ISIS di Napoli Innanzitutto mi sembra apprezzabile la pulizia linguistica di queste Indicazioni e la loro meritoria presa di congedo dai "crampi" mentali prima ancora che espressivi del pedagogismo, vero cancro della scuola e della didattica, come sa chi vive quotidianamente il genocidio del pensiero e del buon senso nell'esercizio faticoso ma entusiasmante dell'educare nelle scuole. Detto ciò, io qualche perplessità ce l'ho, soprattutto in ordine alla scansione degli argomenti nell'insegnamento della Filosofia. Ho l'impressione che questa scelta - da accogliere sobriamente, senza ostilità pregiudiziali ma anche senza entusiasmi da neofiti, in quanto la comprensione del secolo appena trascorso necessiterebbe di una visione per tempi lunghi della storia e della filosofia - di valorizzare il Novecento anche per la Filosofia corra il rischio di comprimere un po' troppo i tempi per l'illustrazione di autori, percorsi culturali e temi che oggi si svolgono, ordinariamente, in quinta. Penso a Kant e a Hegel. D'altronde una comprensione delle correnti filosofiche del Novecento poco poco seria e approfondita (neokantismo, fenomenologia,esistenzialismo, neoidealismo, neomarxismo, filosofia della scienza, bioetica etc, etc) presuppone una conoscenza robusta delle matrici teoretiche da cui quei filoni traggono alimento o per identificazione o per diversificazione. Insomma, questa scelta mi lascia un po' interdetto e non vorrei che essa finisse in lettera morta perchè i docenti, impossibilitati a svolgere un programma che va sostanzialmente da Agostino a Hegel, giustamente rimanderanno alla quinta ciò che è oggettivamente impossibile proporre in quarta. A meno che uno non volesse fare tutto superficialmente e senza alcun interesse per la sedimentazione delle conoscenze negli studenti. Ma questo è un altro discorso. Gennaro Lubrano Di Diego
commento del 25 Mar 2010, alle ore 09 01
3 - giuseppe.debortoli

Io partirei da qui: I risultati migliori della ricerca odierna sono sempre frutto dell’interazione tra discipline! Nella bozza in discussione mi sembra che l'asse sia ancora troppo disciplinare. Non a caso anche i commenti si fanno per discipline. nonostante il richiamo, nella presentazione, al quadro delle competenze europee, si vede difficle, o perlomeno complesso, applicare le indica
commento del 25 Mar 2010, alle ore 10 27
4 - Redazione

Gentilissimi, siamo lieti di rilevare che la partecipazione al dibattito è anche questa volta animata. La moderazione, come in qualsiasi sito web che implichi la possibilità di commento, è necessaria perché il confronto rimanga nell'ambito dei contenuti proposti e sia tutelato uno spirito di serena condivisione dei differenti punti di vista. A questo fine intendiamo evitare di operare con la pur lecita operazione di editing nel caso dei commenti fuori tema (per esempio quelli riguardanti le classi di concorso), ma si ribadisce che gli esperti che interverranno nel dibattito potranno valutare di non prenderli in considerazione nelle loro risposte. Preghiamo tutti di autoregolamentarsi nell'utilizzo di questo strumento. Sia chiaro: non si vuol negare la legittimità di opinioni su altre questioni pur pertinenti alla scuola e alla dimensione professionale dell'insegnamento, bensì assicurare che sia preservato il focus del dibattito sulle Indicazioni nazionali, nei documenti che vi sono offerti in valutazione, per raccogliere proposte e considerazioni. La redazione ringrazia tutti per la disponibilità che sarà di certo accordata a questa nostra richiesta, affinché il nostro lavoro e la vostra partecipazione siano sempre più produttivi e conseguentemente sereni. Cordiali saluti.
commento del 25 Mar 2010, alle ore 15 26
5 - gaetano.riccardo

Concordo nello spirito e nella lettera con quanto asserito da Debortoli. Gli steccati disciplinari sono convenzioni, a maggior ragione quando vorrebbero riferirsi a quella particolare "disciplina" chiamata Filosofia. Quando alle cosiddette competenze europee, con questo "riordino" siamo in taluni casi agli antipodi. Basti pensare allla cecità della decisione di cancellare lo studio del Diritto dalla maggior parte deio Licei, a fronte delle "competenze civiche" raccomandate dal Consiglio d'Europa.
commento del 25 Mar 2010, alle ore 17 51