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Lingua e cultura straniera - ARTISTICO, CLASSICO, MUSICALE E COREUTICO, SCIENTIFICO, SCIENTIFICO opz. scienze applicate, SCIENZE UMANE e SCIENZE UMANE opz. economico-sociale

PROFILO GENERALE E COMPETENZE

Lo studio della lingua e della cultura straniera dovrà procedere lungo due assi fondamentali: lo sviluppo della competenza linguistico-comunicativa finalizzata al raggiungimento almeno del Livello B2 del Quadro Comune Europeo di riferimento e lo sviluppo di competenze relative all’universo culturale legato alla lingua di riferimento.

Lo studente dovrà sviluppare capacità di: comprensione di testi orali e scritti attinenti ad aree di interesse del percorso liceale di riferimento; produzione di testi orali e scritti per riferire fatti, descrivere situazioni, argomentare e sostenere le opinioni con pertinenza lessicale; interazione nella lingua straniera in maniera adeguata sia agli interlocutori sia al contesto; analisi critica di aspetti relativi alla cultura dei paesi di cui si parla la lingua, con particolare riferimento a specifiche tematiche che si prestino a confrontare e mettere in relazione lingue, culture, sistemi semiotici diversi nello spazio e nel tempo; approfondimento di argomenti di interesse culturale, anche trasversalmente ad altre discipline.

Il valore aggiunto sarà costituito dall’esercizio di tali competenze attraverso l’uso consapevole di strategie comunicative e della riflessione sul sistema e sugli usi  linguistici, nonché sui fatti culturali.

Questo percorso formativo prevede l’utilizzo costante della lingua straniera. Ciò consentirà agli studenti di fare esperienze condivise sia di comunicazione linguistica sia di elaborazione culturale: scambi virtuali e in presenza, visite e soggiorni di studio anche individuali, stage formativi in Italia o all’estero in realtà culturali, sociali, produttive, professionali, saranno parte integrante di questo percorso liceale.

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/LINGUA E CULTURA STRANIERA.pdf LINGUA E CULTURA STRANIERA


COMMENTI


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1 - antonietta.pica

Quano si parla di "LINGUA E CULTURA STRANIERA" nel liceo scientifico è scontato che la lingua 1 sia l'inglese oppure potrebbe anche essere un'altra? LO chiedo perchè nella mia scuola, fino ad ora con sperimentazione linguistica, si è dato per scontato che la prima lingua sia l'inglese.
commento del 24 Mar 2010, alle ore 11 37
2 - lucia.zarrelli

gradirei avere qualche chiarimneto: - è stata prevista la compresenza con il docente madrelingua sia nel biennio che nel triennio? - quale docente curerà l'apprendimento in lingua di contenuti non linguistici ( CLIL )? Se non sarà il docente di lingua potrebbe capitare di avere docenti p. es. di scienze con una competenza pari soltanto al livello B1 ( o anche inferiore ) della lingua straniera ( p. es. inglese ) che si trovino a dover insegnare in inglese la propria disciplina a studenti con una competenza in lingua pari al livello B2!!!
commento del 24 Mar 2010, alle ore 16 58
3 - nicoletta.meloni

Sulla base dell'esperienza, credo sia indispensabile indicare anche il livello minimo di partenza, direi A2, in uscita dalla scuola media, che negli ultimi anni viene raggiunto dalla minoranza degli allievi delle prime classi. Se è necessario, come sempre avviene, "ricostruire" le competenze di base degli allievi, senza aumentare le ore a disposizione, in assenza di laboratori attrezzati e con un numero di allievi per classe che non consente un lavoro efficace sulla abilità orali, gli obiettivi indicati rischiano di rimanere staccati dalla realtà. I livelli del Framework Europeo sono legati alle ore di insegnamento/apprendimento e allo studio individuale, presuppongono classi di livello omogeneo e un numero di allievi inferiore a quello che ultimamente dobbiamo tenere in classe.
commento del 24 Mar 2010, alle ore 17 10
4 - gabriellaangela.tanzi

Anch'io ritengo che, se il livello da raggiungere alla fine del biennio è quello B2 del framework europeo, sia necessario garantire che la maggioranza degli allievi arrivi al sistema dei licei con un livello A2. Purtroppo, l'esperienza mi ha dimostrato che non è così. La preparazione degli studenti non si può misurare esclusivamente in anni di studio e, sfortunatamente, accade che molti studenti si ritrovino a fare sempre le stesse cose negli anni delle elementari e delle medie (poco più che imparare i numeri, i colori, a chiedere e dire il nome e l'età). Leggo poi, nelle indicazioni, che nel triennio "lo studente dovrà: analizzare e approfondire aspetti relativi alla cultura dei paesi in cui si parla la lingua, con particolare riferimento alla caratterizzazione culturale di ciascun liceo; leggere, analizzare e interpretare testi letterari, di epoche diverse, confrontandoli con testi italiani o relativi ad altre culture; analizzare criticamente prodotti culturali della lingua di studio (siano essi testi orali o scritti, linguistici o semiotici, letterari o non, dell’epoca contemporanea o del passato), confrontandoli e mettendoli in relazione con altri prodotti culturali provenienti da altre lingue/culture studiate." Proporrei di non inserire più, in maniera sitematica, la lettura di testi letterari di varie epoche. Ritengo, infatti, che si possa ritenere più che sufficiente "analizzare criticamente prodotti culturali della lingua di studio (siano essi testi orali o scritti, linguistici o semiotici, letterari o non, dell’epoca contemporanea o del passato)". Forse l'analisi critica (ah, se gli studenti la sapessero fare bene nella loro lingua!) non presuppone una lettura non solo consapevole ma meticolosa dei testi? Io, personalmente, insegno in un liceo scientifico e preferirei avere il tempo per far accostare i miei studenti anche a scritti scientifici, epistemologici e relativi ad arte, architettura... Un'ultima cosa, vorre tanto che si ripensasse all'idea del CLIL. Io ho già risposto ad alcuni colleghi di materie non linguistiche che non ho intenzione di prepararli ad affrontare l'insegnamento in inglese della loro disciplina, semplicemente perché ritengo che per acquisire le competenze per insegnare in lingua straniera occorrano anni, non ore.
commento del 24 Mar 2010, alle ore 19 35
5 - raffaella.sintoni

Concordo pienamente con le colleghe sopra- per poter lavorare bene con le poche ore rimaste- insegno inglese in uno scientifico(ora sezione bilingue- dopo non si sa) bisogna che ci arrivino dalle medie degli studenti con livello A2.... allora è possibile arrivare al B1 alla fine del biennio e lavorare per il B2 a partire dalla terza. Nel ns liceo ci eravamo dati già una scansione di questo tipo per obiettivi, distinguendo anche fra le 4 abilità cosa ci si attendeva alla fine delle diverse classi, quindi queste indicazioni ministeriali ci trovano sostanzialmente concordi- ossia niente d nuovo sotto il sole. Per quel che riguarda la letteratura- che io considero molto importante se fatta in un certo modo, critico appunto e non una mera ripetizione aomemorzzazione di riassuntini dal testo- a partire dalla quarta ognuno di noi è libero di organizzare dei percorsi concordati con il consiglio di classe. C'è quindi chi dedica maggiore spazio alla letteratura e chi invece sviluppa argomenti scientifici in collaborazione con i colleghi di scienze, ma c'è anche chi prepara moduli di arte etc. e tutto questo però va di pari passo con l'approfondimento linguistico per preparare gli studenti al First certificate.... purtroppo le ore nn bastano mai....e se si pensa che avremo classi sempre più numerose ecco che le indicazioni nazionali rischiano di rimanere sulla carta! Io credo di lavorare in una situazione privilegiata- la mia scuola ha due laboratori di lingue, di cui uno digitale modernissimo, 10 classi su 44 attrezzate con schermo e computer + aula multimediale con LIM, ma so di colleghi che lavorano in condizioni molto più difficili. Un discorso a parte merita il CLIL- da come viene annunciato rischia di essere la foglia di fico con cui il ministero vuole coprire i pesanti tagli slle ore di lingue effettuati i vari ordini di scuole... dato che l'insegnamento dovrebbe essere affidato ai colleghi di discipline nn linguistiche, la prima domanda che sorge spontanea è: dove sono questi collleghidi fisica, scienze, matematic che parlano così bene inglese da insegnare la loro materia in lingua? io non ne conosco nessuno: ho sì qualche collega -raro- in grado di leggere in inglese e di comprendere le pagine web, ma è il massimo. Nessuno che io conosca di ruolo o precario è al momento in grado di soddisfare la richiesta che fra 4 anni dovrebbe interessare migliaia di classi. Ci vogliono anni ed anni per imparare bene una lingua straniera, per tenersi aggiornati una volta che si è raggiunto un certo livello...insomma lo sappiamo bene tutti...quindi penso che alla fine il CLIL sarà l'ennesimo buco nell'acqua. le intenzioni saranno anche state buone ma c'è troppa confusione e pressapochismo nel metterlo in pratica. Le nuove lauree magistrali magari prevederanno qualcosa ma campa cavallo..... e tutti i precari che ci sono ora e che non hanno questa preparazioone?
commento del 25 Mar 2010, alle ore 09 36